di Antonio Montesanti*

La Chiesetta di Piedigrotta sorge lungo la costa di Pizzo, in un tratto di falesia calcarenitica che probabilmente custodisce una storia molto più antica della celebre leggenda del naufragio. Nonostante oggi la ricerca consenta di ricostruire una lunga continuità di frequentazione del sito… oggi rischia di scomparire, implodere. Molteplici errori di gestione dei flussi e le condizioni dell’umidità interna fuori controllo… ogni giorno, oggi compreso, ne distruggono inesorabilmente un pezzo. E noi perderemo la sua storia ed i suoi valori immensi.

L’ intera area era già interessata da un’intensa attività estrattiva. Le pareti di calcarenite mostrano in molti punti le caratteristiche delle antiche tecniche di taglio delle cave romane dalle quali venivano ricavati i blocchi destinati agli edifici ed al porto della vicina Vibona Valentia. Con il progressivo abbandono tra il IV-VII secoli delle cave, le cavità naturali e artificiali poterono essere riutilizzate come luoghi di preghiera e di eremitaggio, secondo un fenomeno ampiamente documentato in Calabria e nell’Italia meridionale. Le grotte offrirono rifugio a monaci ed eremiti, favorendo la nascita di piccoli romitori costieri, periferici rispetto al centro urbano fortificato, in cui prende vita una precoce devozione mariana.