L'€conomista

Mentre il Governo valuta nuove misure per contenere il caro carburanti, resta aperta la sfida di accelerare la diffusione della ricarica ad alta potenza sulle autostrade per ridurre la dipendenza dal petrolio

Simone Saccani

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La nuova tensione sui carburanti mostra una contraddizione evidente della politica energetica italiana. Proprio mentre il Governo valuta un nuovo intervento per contenere i prezzi di benzina e diesel – dopo il confronto del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso con le principali compagnie petrolifere e con l’ipotesi di nuove misure all’esame del Consiglio dei ministri – riemerge una questione strutturale: ogni volta che il prezzo dei carburanti aumenta, la risposta è emergenziale. Tagli fiscali, proroghe, interventi temporanei. Quando invece si tratta di costruire un’alternativa alla dipendenza dal petrolio, il Paese rallenta.