Carburante più caro, soprattutto in autostrada, dopo che è terminato il taglio alle accise (e non è stato rinnovato). Come ampiamente previsto dopo il taglio dello sconto sulle accise venerdì scorso, da sabato 4 luglio i prezzi dei carburanti sono tornati a crescere. E il gasolio al self in autostrada ha superato la soglia dei 2 euro al litro mentre la benzina tallona sullo stesso livello. I consumatori protestano in coro: si sapeva, il governo avrebbe dovuto prorogare il taglio. Ma lo stesso ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso ripeteva (prima del taglio): «I prezzi dei carburanti sono in calo continuo, vedremo come vanno le trattative su Hormuz». Sta di fatto che negli ultimi giorni il prezzo del barile di greggio è sceso vertiginosamente passando dal picco di 120 dollari al barile di aprile a meno di 70 dollari. Ma se i rincari del petrolio vengono immediatamente riportati sui prezzi alla pompa, quando il petrolio scende le diminuzioni tardano parecchio a presentarsi sui costi pagati dai consumatori e non sono mai dello stesso tenore.

Secondo il Mimit, in data odierna il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,844 euro al litro per la benzina (+41 millesimi rispetto a venerdì) e 1,925 euro al litro per il gasolio (+43). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,938 euro al litro per la benzina (+44) e 2,008 euro al litro per il gasolio (+40). Codacons: il mancato rinnovo del taglio accise costerà agli automobilisti 1,4 miliardi di euro in un anno Il mancato rinnovo del taglio delle accise costerà agli automobilisti italiani 1,4 miliardi di euro su base annua solo a titolo di rifornimenti di carburante sulla rete stradale e autostradale. Lo afferma il Codacons commentando i rialzi dei listini di benzina e gasolio registrati sulla rete. In media sulla rete ordinaria italiana vengono venduti oltre 64 milioni di litri di carburante al giorno - spiega il Codacons - Questo significa che, indipendentemente dall'andamento dei prezzi alla pompa, il rialzo delle accise costa agli italiani quasi 4 milioni di euro al giorno (3,9 milioni di euro per la precisione), con un conto totale che, spalmato su anno, arriva alla maxi cifra di 1,42 miliardi di euro. Ma la situazione è ancora più grave se si considera che gli incrementi dei listini alla pompa si verificano proprio nel periodo estivo, quando cioè aumentano gli spostamenti in auto degli italiani, e nonostante le quotazioni del petrolio si siano deprezzate del -25% da inizio giugno - conclude la nota amara dell'associazione. Protesta pure l’Unione nazionale consumatori Protesta ironicamente anche Unc: «Ringraziamo il governo per la stangata che si è abbattuta sugli automobilisti, considerati sempre polli da spennare. Il mancato rinnovo del già misero sconto sulle accise ha fatto salire, come aveva preannunciato, il gasolio in autostrada oltre i 2 euro al litro, nelle strade normali sopra 1,9 euro. Anche la benzina torna oltre la soglia di 1,9 in autostrada. Un pieno da 50 litri in appena 2 giorni è rincarato di circa 2 euro: +2 euro per il gasolio nella rete stradale, +1,80 in autostrada. +1,90 euro per la benzina, sia in autostrada che nella rete stradale. E non è ancora finita». La polemica è anche politica La polemica diventa anche politica: «C'è caldo: si consiglia di dichiarare sotto l'ombrellone. Un colpo di sole, infatti, può far dare i numeri. Il Codacons, come troppo spesso accade, diffonde dati e previsioni che vengono puntualmente smentiti dai fatti», afferma in una nota il senatore di Fratelli d'Italia Matteo Gelmetti. La replica dell'associazione: «Gelmetti prende lucciole per lanterne e non sa che la matematica non è una opinione. Calcolare quanto incidono i rialzi delle accise sulla spesa delle famiglie non ha niente a che vedere con le fantomatiche e assurde ricostruzioni di Gelmetti, il quale non ha nemmeno capito che quelle del Codacons non erano affatto previsioni, ma semplici calcoli matematici sull'incidenza del rialzo delle accise sul prezzo di benzina e gasolio e sulla relativa spesa degli automobilisti per i rifornimenti».