Intanto lo stacco. Fisico ma anche mentale. Perché devi pur difenderti in una Milano che ha smarrito le coordinate del tempo lento e ha fatto patti sciagurati con stress, nevrosi e aggressività. E allora diventa una questione di sopravvivenza rintracciare ritrovi aperti su cortili e giardini dove onorare il momento della colazione o concedersi un salutare brunch, celebrare il rito ambrosiano dell’aperitivo o attardarsi in una cena sotto le stelle sperando che alla convivialità serale dentro il perimetro protettivo di un dehors si aggiungano temperature più accettabili di quelle che stanno incombendo sulla città. Spazi elettivi. Un’esplorazione sempre un po’ iniziatica perché la mappa dei ritrovi di qualità è perennemente in aggiornamento. Ma senza dimenticare il passaparola. Perché se ogni scelta è sindacabile, alcuni locali sembrano raccogliere un consenso molto ampio anche senza pretendere l’unanimità.
Al Fresco Al Fresco in via Savona 50
Ricavato in quella che era un’autentica serra urbana, un ristorante che non ha rivali in quanto a scenografie verdi, tra un perimetro a bosso che incornicia roseti, glicini, ciliegi giapponesi e un gelso alto 30 metri. Impeccabili i piatti e le composizioni di Andrea Mangiaracina. Via Savona 50.









