Il MIT ha misurato con l'elettroencefalogramma che cosa succede nella testa di chi scrive un saggio appoggiandosi a ChatGPT. Il responso � chiaro: la connettivit� tra le aree cerebrali si � ridotta, l'attenzione � calata e il senso di paternit� del testo prodotto si � indebolito rispetto a chi ha lavorato ad esempio con il solo supporto di un motore di ricerca.

Lo studio ha messo a confronto tre gruppi di partecipanti impegnati nello stesso compito: scrivere brevi saggi senza alcun ausilio, usando Google, oppure affidandosi a ChatGPT. Chi ha usato il chatbot, richiamato in un secondo momento a scrivere di nuovo senza il suo aiuto, ha faticato a ricordare persino i concetti espressi in precedenza. Per i ricercatori, la delega sistematica dei compiti cognitivi ai grandi modelli linguistici (gli Llm che alimentano ChatGPT, Claude, Gemini o Llama) rischia di intaccare l'apprendimento nel lungo periodo.

La memoria si spegne quando a scrivere � l'IA

"Per imparare, serve confrontarsi con la fatica e la frustrazione della comprensione profonda�, spiega Carlo Reverberi citato da Focus, professore associato di Psicologia generale all'Universit� di Milano-Bicocca e membro del NeuroMI. Senza questo passaggio, aggiunge, il sapere resta fragile e superficiale, destinato a essere dimenticato in fretta.