Brian Johnson è noto nel mondo per essere “l’imprenditore della longevità“, addirittura anche Netflix gli ha dedicato un documentario dal titolo “Don’t Die: l’uomo che vuole vivere per sempre”. Il miliardario e pioniere tecnologico infatti ha speso milioni di dollari all’anno per invertire il processo di invecchiamento ed evitare la morte biologica. Ma c’è qualcosa che è andato storto.

Johnson ha recentemente spiegato sui social media di essere affetto da una malattia autoimmune incurabile che causa l’autodistruzione dello stomaco. Il 48enne ha scritto che avrebbe “cercato di risolvere il problema”, che a suo dire colpisce solo il 2-5% della popolazione. Sebbene la sua attuale routine di salute preveda l’ottimizzazione di ogni aspetto, dal sonno alla fertilità, non è sempre stato così.

Johnson ha raccontato di aver consumato regolarmente fast food e bevande zuccherate da bambino. In seguito, dopo anni di stress, aumento di peso e depressione cronica, il suo corpo ha sviluppato un processo autoimmune che ha colpito la tiroide e la mucosa gastrica: la gastrite autoimmune (AIG).

“La medicina tradizionale ammette la sconfitta, affermando che non si può fare altro che gestire la condizione”, ha detto l’uomo. Johnson non sapeva di soffrire di questa patologia, nonostante, a suo dire, gli stesse causando “danni irreversibili all’organismo, tra cui carenze nutrizionali, anemia e un aumentato rischio di cancro”.