Rutte e von der Leyen (Nato/Ue) annunciano la fine dell'outsourcing della difesa europea, chiedendo all'industria delle armi di produrre di più e più velocemente per la sicurezza.

"L'era in cui l'Europa gestiva in outsourcing la maggior parte della sua difesa è finita". Lo scrivono il segretario generale della Nato Mark Rutte e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in un op-ed pubblicato oggi dall'Economist, alla vigilia del summit della Nato ad Ankara.

"Gli alleati europei della Nato stanno reimparando - continuano - che, se vogliamo prevenire la guerra, dobbiamo essere pronti. Si stanno riarmando e stanno ridando energia alla base industriale della difesa, in modo che possiamo proteggere i nostri cittadini, la nostra libertà e la nostra sicurezza".

Malgrado gli sforzi fatti, però, "c'è ancora da fare. Ci sono tuttora lacune nelle nostre capacità di difesa. Gli alleati Nato e gli Stati membri dell'Ue hanno bisogno di più jet da combattimento, aerei per il rifornimento in volo, navi e sottomarini, difesa aerea e difesa missilistica, droni e sistemi anti-droni".

"Gli aiuti che mandiamo all'Ucraina e il conflitto in Medio Oriente - continuano Rutte e von der Leyen - hanno messo ulteriore pressione sulle scorte militari, inclusi gli intercettori e le capacità anti-droni. La nostra capacità produttiva non riesce a soddisfare la domanda".