Ho avuto l’occasione di assistere in anteprima alla proiezione del documentario “Made in China” di Fabio Masi, firma dello storico programma ‘BLOB’ su Rai 3 (in onda l'11 luglio). La Cina è un paese enorme, variegato, dalle incredibili contraddizioni. C’è la Cina dove vengono prodotti articoli di bassa qualità con materiali scadenti -se non tossici- venduti poi a prezzi stracciati; c’è la Cina antica, rurale, dove resiste un’affascinante e saggia cultura millenaria; poi c’è la Cina dove le persone sono indottrinate fin da piccole e spinte da un regime totalitario a divenire efficienti pedine di un piano che non è e non sarà mai realmente il loro, il piano di un colosso mondiale, leader tecnologico, che racconta oggi un presente che è futuro irraggiungibile per la quasi totalità del resto del mondo. È questa la Cina che Masi ha voluto raccontare, dando seguito a un’idea di Giancarlo De Leonardo, presidente della Fondazione Innovation Bridge, e sposando l’entusiasmo dei giovani Corrado Tatangelo e Benedetto Orestini della Growing Production. Un gruppo di imprenditori, direttori di banca, esperti di AI e un paio di studenti universitari partono per la Cina seguendo idealmente il percorso di Marco Polo lungo la nuova Via della Seta. Da Pechino a Shenzhen, passando per Shanghai e Hong Kong, il viaggio è un’immersione nella società tecnologica più avanzata del pianeta. Attraverso interviste, testimonianze e confronti diretti con le big tech dell’intelligenza artificiale e della robotica, viene raccontata non solo la Cina del presente, ma si restituisce lo sguardo di un Occidente che non si sente più lo stesso dopo aver scoperto tutto ciò.