«Verso l’infinito e oltre!», esclama entusiasta Buzz Lightyear nella famosa pellicola Disney “Toy Story”. Rimanendo in ambiti di Spazio, uomini delle stelle e oggetti volanti, stiamo invece andando «oltre il limite», avverte un allarmante studio condotto dall’Eso (European southern observatory, Osservatorio europeo australe). L’analisi è guidata dall’astronomo Olivier Hainaut, che firma anche il relativo articolo scientifico ricco di dati, grafici e tabelle, e lancia un serio avvertimento sul futuro dell’astronomia.

Il nocciolo della questione è presto detto: le attuali proposte commerciali di aziende attive nel settore delle telecomunicazioni e non solo prevedono il lancio in orbita di oltre 1,7 milioni di satelliti artificiali, una cifra che secondo gli esperti di astronomia avrebbe conseguenze assolutamente devastanti per la nostra capacità di osservare lo Spazio profondo. Per salvaguardare l’efficacia dei moderni telescopi terrestri e non compromettere la ricerca scientifica, gli scienziati stimano che non si dovrebbero superare i 100.000 dispositivi totali, a patto che restino di bassissima luminosità e del tutto invisibili a occhio nudo. Si tratta di una soglia critica oltre la quale l'inquinamento visivo diventerebbe irreversibile.