Un milione di nuovi satelliti artificiali in orbita attorno alla Terra e per di più in orbita bassa. È un progetto in rampa di lancio, ma – dicono gli astronomi – se apparisse una tale nuova costellazione in cielo, nelle ore buie, tutti questi oggetti rifletterebbero verso il suolo così tanta luce solare da raddoppiare la luminosità notturna a livello globale. Cambierebbe la percezione che noi comuni mortali abbiamo della notte, e questo per sempre, e ovunque, persino in mezzo ai deserti o agli oceani. E i più danneggiati da questo drastico cambiamento sarebbero proprio gli astronomi, che ora lanciano l’allarme, perché quegli scienziati, che per mestiere puntando all’insù i telescopi, vedrebbero affievolirsi o svanire molte stelle e galassie, in un fastidioso alone lattescente.
Ma è proprio il caso di discutere di un’ipotesi così stravagante? Tanto, chi mai sarebbe in grado di lanciare un milione di satelliti? Si stenta a crederci e, invece, c’è chi progetta di farlo ed è Elon Musk (il solito Elon Musk, viene da dire) attraverso la branca spaziale del suo impero, la società SpaceX. Il gruppo ha già mosso i primi passi formali: ha chiesto l’autorizzazione alla Federal Communications Commission degli Stati Uniti (cioè l’ente americano competente) e a sua volta la Fcc ha sollecitato gli altri Paesi del mondo a esprimere un parere. Per l’Italia la risposta è arrivata dall’Accademia Nazionale dei Lincei ed è stata una stroncatura: il responso ufficiale negativo non è motivato solo dall’inquinamento luminoso, ma anche da problemi di inquinamento vero e proprio, cioè dal rischio o dalla certezza di gravi danni ambientali, e da serie questioni di sicurezza.







