Il confronto aperto tra operatori mobili e società che gestiscono le infrastrutture passive delle reti non modifica, almeno per ora, le prospettive del settore europeo delle torri. È questa la valutazione di Fitch Ratings, che conferma il proprio giudizio sul profilo di rischio delle TowerCo europee nonostante le controversie contrattuali esplose negli ultimi mesi in Italia e Spagna. Secondo l’agenzia, il grado di interdipendenza tra le due parti resta talmente elevato da rendere più probabile una soluzione negoziata che una rottura dei rapporti commerciali.La valutazione arriva in una fase particolarmente delicata per il mercato europeo, chiamato contemporaneamente a sostenere la diffusione del 5G, la densificazione delle reti, la copertura delle aree rurali e gli obiettivi di efficienza energetica. Un contesto che continua ad alimentare la domanda di infrastrutture passive e consolida il ruolo strategico delle TowerCo.Indice degli argomenti

Il caso Inwit e le tensioni sui contrattiUna dipendenza reciproca che rende difficile rompere gli equilibriAnche le TowerCo dipendono dagli operatoriInflazione e clausole contrattuali all’origine della disputa italianaUn mercato che continua a espandersiL’Europa vale oltre un quinto del mercato mondialeDensificazione, AI ed efficienza energetica guidano la nuova faseUn’infrastruttura sempre più centrale nella strategia delle telcoIl caso Inwit e le tensioni sui contrattiL’analisi di Fitch prende spunto dalle vicende che coinvolgono alcuni dei principali operatori europei. In Italia, Fastweb, dopo l’integrazione delle attività di Vodafone Italia, e Tim hanno notificato a Inwit la disdetta dei rispettivi Master Service Agreement, con l’obiettivo di rinegoziare le condizioni economiche dei contratti. In Spagna una situazione analoga riguarda Zegona e Vantage Towers, con la richiesta dell’operatore di ridurre i canoni annuali per l’utilizzo dei siti.Per Fitch questi episodi rappresentano casi rilevanti, ma non modificano le caratteristiche strutturali del settore, che continua a poggiare su rapporti di lungo periodo e su asset difficilmente sostituibili.Una dipendenza reciproca che rende difficile rompere gli equilibriSecondo l’agenzia di rating, la forza del modello TowerCo risiede proprio nella reciproca dipendenza tra operatori mobili e gestori delle torri.Da un lato gli operatori dispongono di pochissime alternative. In ciascun Paese europeo il numero di TowerCo è limitato e la capacità disponibile non consentirebbe una rapida migrazione verso altri fornitori. Costruire una nuova rete di siti richiederebbe investimenti molto elevati, tempi autorizzativi lunghi e la disponibilità di nuove aree. Fitch stima che ricostruire un portafoglio di 10 mila torri richiederebbe almeno dieci anni, ricordando inoltre che non esistono precedenti di operatori che abbiano trasferito con successo l’intero patrimonio di siti verso una diversa TowerCo.Le torri rappresentano inoltre una componente passiva della rete che non costituisce un elemento di differenziazione competitiva, mentre la condivisione delle infrastrutture consente agli operatori di ridurre costi, rischi e fabbisogno di capitale, mantenendo gli investimenti fuori dal bilancio e preservando la generazione di cassa.Anche le TowerCo dipendono dagli operatoriLa relazione è però bidirezionale. Fitch sottolinea che anche le società infrastrutturali presentano un’elevata concentrazione dei ricavi, essendo fortemente legate ai principali clienti mobili.Nel caso di Inwit, la controversia coinvolge operatori che rappresentano circa l’80% del fatturato annuo della società. Allo stesso tempo, sostituire rapidamente tenant di queste dimensioni risulta estremamente complesso, mentre la struttura dei costi delle TowerCo è prevalentemente fissa e poco comprimibile in caso di perdita dei ricavi.Proprio questa situazione porta Fitch a ritenere che un accordo di compromesso sia l’esito più plausibile, perché entrambe le parti avrebbero conseguenze significative da una rottura definitiva dei rapporti.Inflazione e clausole contrattuali all’origine della disputa italianaL’agenzia evidenzia anche gli elementi che rendono particolare il caso italiano.L’accordo tra Inwit e Fastweb prevede infatti l’assenza di un tetto massimo agli adeguamenti tariffari indicizzati all’inflazione, una caratteristica poco diffusa nei contratti del settore, che normalmente prevedono limiti o meccanismi di incremento graduale. A questo si aggiunge una clausola “all or nothing”, che impone il rinnovo o la cessazione dell’intero portafoglio di siti.L’impennata dell’inflazione registrata tra il 2022 e il 2023 ha così determinato un incremento dei canoni che Fastweb e Vodafone hanno giudicato superiore ai livelli di mercato, alimentando l’attuale contenzioso.Un mercato che continua a espandersiAl di là delle dispute contrattuali, le prospettive di crescita del comparto restano favorevoli.Secondo lo studio di Fortune Business Insights, il mercato mondiale delle torri per telecomunicazioni passerà da 30,41 miliardi di dollari nel 2025 a 42,65 miliardi nel 2034, con un tasso medio annuo di crescita (CAGR) del 3,83%.A sostenere questa evoluzione contribuiscono diversi fattori. Il traffico dati continua ad aumentare, il 5G richiede una maggiore densità di siti radio, cresce la diffusione delle reti private wireless e dell’Internet of Things, mentre i programmi di connettività nelle aree rurali ampliano ulteriormente il fabbisogno di infrastrutture passive.Parallelamente gli operatori privilegiano sempre più il modello della locazione rispetto alla proprietà diretta delle torri, favorendo l’espansione delle società indipendenti specializzate nella gestione delle infrastrutture.L’Europa vale oltre un quinto del mercato mondialeLo studio assegna all’Europa il 22% del mercato globale, alle spalle dell’Asia-Pacifico, che rappresenta il 38%, e davanti al resto del mondo, fermo al 14%. Il Nord America mantiene una quota del 26%.Nel continente europeo il settore continua a essere caratterizzato da operazioni di carve-out degli asset, processi di consolidamento e crescita delle TowerCo indipendenti. La modernizzazione delle reti esistenti, l’espansione del 5G, la diffusione delle infrastrutture condivise e l’aumento dei costi energetici stanno accelerando gli investimenti in sistemi di alimentazione più efficienti, batterie di nuova generazione e piattaforme di monitoraggio remoto.Lo studio evidenzia inoltre una crescente diffusione della gestione transfrontaliera dei portafogli di torri e un quadro regolatorio generalmente favorevole alla condivisione delle infrastrutture passive, elemento che contribuisce a migliorare l’efficienza degli investimenti.Densificazione, AI ed efficienza energetica guidano la nuova faseLa trasformazione del mercato riguarda anche il profilo tecnologico delle infrastrutture.Le torri vengono progressivamente aggiornate con antenne Massive Mimo, sensori per il monitoraggio remoto, sistemi di manutenzione predittiva basati sull’intelligenza artificiale e soluzioni per l’ottimizzazione dei consumi energetici. Cresce inoltre il ricorso a batterie al litio, impianti fotovoltaici e sistemi ibridi di alimentazione, soprattutto nei siti più remoti, con l’obiettivo di ridurre costi operativi ed emissioni.Secondo Fortune Business Insights, l’aumento del tasso di co-locazione, la digitalizzazione della gestione degli asset e l’integrazione delle energie rinnovabili stanno diventando elementi centrali nella competizione tra gli operatori del settore.Un’infrastruttura sempre più centrale nella strategia delle telcoL’analisi congiunta dei due studi restituisce un quadro coerente. Le tensioni commerciali tra operatori mobili e TowerCo sono destinate a proseguire, soprattutto in una fase in cui le telco cercano di contenere i costi e migliorare la redditività. Tuttavia, la rilevanza strategica delle torri e la loro difficilissima sostituibilità continuano a rappresentare il principale elemento di stabilità del modello industriale.Allo stesso tempo, l’espansione del 5G, la crescita del traffico dati, le esigenze di densificazione delle reti e l’evoluzione verso infrastrutture più intelligenti ed efficienti mantengono solide le prospettive di sviluppo del settore, confermando le TowerCo come uno degli asset più rilevanti dell’ecosistema europeo delle telecomunicazioni.