Il tempo stringe. Allo scoccare della mezzanotte del 15 giugno, scade il memorandum tra Ei Towers (partecipata da F2i al 60% e da MediaForEurope al 40%) e Rai Way per dar vita a una tower company di respiro nazionale con circa 4.700 torri e da oltre mezzo miliardo di ricavi. Gli azionisti delle due società stanno cercando di tenere la partita aperta. E con molta probabilità, riferiscono più fonti finanziarie, si andrà verso una nuova proroga dell’accordo. Si tratterebbe del terzo slittamento da quando è stata intrapresa la via delle nozze a fine dicembre 2024. Altrimenti, è possibile che arrivi un tentativo di concordia sulle condizioni per procedere con l’intesa.Chiuso il termine, al massimo il giorno dopo, arriverà la comunicazione ufficiale. Una fonte sottolinea come «la scadenza non è rilevante né ultimativa». Al centro, infatti, c’è la volontà di tenere aperti i canali per definire l’operazione. Cosa succede Ai tavoli, però, restano ancora alcuni punti dove si evidenziano le distanze. Non tanto l’assetto della governance, che vedrà l’amministratore delegato nominato dalla Rai, azionista di controllo di Rai Way con il 64,97% delle quote. Quanto, invece, il valore e la durata dei Msa (Master service agreement, i contratti che regolano la fornitura dei servizi), oltre alla definizione dei relativi concambi per la fusione.
Torri tv, stallo Ei Towers e Rai Way: il nodo del valore rallenta l’accordo
Domani scade il memorandum, verso una nuova proroga. Si tratta sui contratti di servizio
Ei Towers e Rai Way (4.700 torri): memorandum scade 15 giugno, proroga probabile; durata MSA concordata al 2036, nodo valore. Consolidamento abbatterebbe canone Rai di 129M/anno (249,5M vs 120M competitor), allineando governance trasmissione italiana a standard UE.






