Uefa-Fifa, volano cartellini e parole durissime. È Europa contro il padrone del calcio globale che non ama l’Europa. La sospensione della squalifica di Balogun, caso unico se si esclude l’annullamento della giornata di stop a Garrincha che si perde nella notte dei tempi (1962) spacca (ulteriormente) i rapporti tra i due grandi nemici del calcio mondiale: Infantino e Ceferin. L’Uefa ha criticato in modo aspro la FIFA per la sua decisione di attivare l’art 27 del regolamento (si ricorre a questa scorciatoia in casi estremi o per scambi di persona) e permettere a Balogun di giocare la partita degli USA contro il Belgio. Per Ceferin “è stata superata la linea rossa”. E la decisione è “incomprendibile”.
Il comunicato durissimo
Nel comunicato si regole, principi violati. Di eccezioni che non esistono. Si fanno paragoni con il passato. Di certezza del diritto. E di credibilità. "La decisione di ieri ha oltrepassato il limite. Una squalifica automatica minima di una partita a seguito di un cartellino rosso non è un'opzione discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere attuata. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere soggetto a eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica. Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Inoltre, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa".










