L'ex premier per uscire dall'angolo sul Covid annuncia il ritorno con "Nova" a settembre
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Sono giorni di passione per Giuseppe Conte. Il leader del M5S non si aspettava di essere travolto ancora una volta dall'affaire Covid e dall'azione della commissione parlamentare. Come del resto, non si aspettava che sarebbero riemersi i malumori all'interno della galassia 5Stelle visto che da qualche giorno si parla con insistenza della nascita di un contenitore politico capitanato da Alessandro Di Battista (nella foto).È in difficoltà, l'avvocato del popolo, perché vorrebbe uscire dall'angolo così da riprendersi la scena e la guida del campo largo ma deve controbattere ogni giorno alle accuse che gli vengono rivolte da destra sul periodo della pandemia del 2020. Ieri a sua difesa è uscito il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, con un editoriale dal titolo: "Pandemia di balle". E sempre ieri per spostare l'attenzione si è ri-palesato con un video proprio il leader del Movimento. Senza cravatta, in tenuta casual da domenica mattina, ha annunciato per il 19 e il 20 settembre la tappa finale di "Nova-Parola all'Italia", il processo di ascolto partecipativo lanciato nei mesi scorsi dal M5s per la costruzione di un programma di governo. Un evento dove parteciperanno "tanti ospiti importanti, tante voci autorevoli", ma soprattutto i cittadini saranno "sempre al centro".Insomma, Conte prova a riaccendere i motori della macchina pentastellata ma deve fare i conti con un ostacolo di non poco: gli ex grillini contro. Alessandro Di Battista, ribattezzato il Vannacci della sinistra, starebbe lavorando sotto traccia a un nuovo progetto politico. Dibba si muove da novello Grillo, da capo politico di un partito che vorrebbe provare intercettare i delusi dall'azione politica del Movimento, gli astenuti, e larga parte dei voti anti-sistema. Obiettivo nemmeno tanto velato: rovinare i piani al campo largo e soprattutto a Conte che al momento con i 5Stelle veleggia attorno al 10%.L'ipotesi di un partito di Dibba sarebbe quotato tra il 5 e il 6%. Dettaglio: con questa percentuale nel Mezzogiorno e in particolare in Sicilia darebbe filo da torcere alla compagine dell'avvocato del popolo perché un nuovo contenitore proletario e di sinistra potrebbe riconquistare chi da quelle parti nel 2013 e nel 2018 scelse il Movimento.











