Sono passati sei mesi dal taglio del nastro, e quelle che all’inizio erano delle perplessità ora sono diventate delle conferme decisamente critiche. A inizio gennaio la Commissione europea ha varato la cosiddetta Alleanza per le sostanze chimiche critiche (Critical chemicals alliance, Cca) un organismo che nasce come implementazione dell’European chemicals industry action plan. Ebbene, all’iniziativa di Bruxelles ora ha dedicato un approfondito studio l’European environmental bureau (Eeb). Il titolo è “Captured! The Critical Chemicals Alliance: by industry, for industry” e in una trentina di pagine gli esperti della rete di associazioni ambientaliste europee lanciano un dettagliato allarme sulla direzione intrapresa dalle politiche industriali dell’Unione europea nell’ambito della nuova agenda per la competitività economica e, in particolare, dalla strategia messa in campo ora con il nuovo organismo. L’Alleanza per le sostanze critiche chimiche, viene sottolineato nell’analisi pubblicata da Eeb, ha un compito estremamente delicato e strategico, ovvero quello di tracciare i confini di ciò che l’Europa considera «critico» e indispensabile a livello industriale, decidendo di fatto quali sostanze chimiche e quali stabilimenti produttivi avranno una corsia preferenziale per ottenere sussidi statali e ingenti finanziamenti pubblici nei prossimi anni.
Sostanze chimiche critiche, la denuncia della rete ambientalista Eeb: «Bruxelles dà troppo potere alle multinazionali»
Sono passati sei mesi dal taglio del nastro, e quelle che all’inizio erano delle perplessità ora sono diventate delle conferme decisamente critiche. A inizio gennaio la Commissione europea ha varato la cosiddetta Alleanza per le sostanze chimiche critiche








