La nuova Critical Chemicals Alliance (CCA) dell'Unione europea, presentata come risposta strategica alle preoccupazioni sulla resilienza e la competitività dell'industria europea, si è trasformata in una piattaforma per i settori che chiedono deregolamentazione e norme più leggere sull'inquinamento, secondo un rapporto di un'organizzazione di vigilanza pubblicato lunedì.
PUBBLICITÀ
Lanciata a gennaio 2026 con il sostegno della Commissione europea, la CCA include colossi della chimica come BASF, TotalEnergies e Avantium. L'obiettivo ufficiale era individuare sostanze chimiche e siti produttivi considerati "critici" per l'economia europea, con la prospettiva di sbloccare miliardi di euro in futuri sostegni pubblici e aiuti di Stato.
Ma una nuova ricerca pubblicata dal Corporate Europe Observatory (CEO) e dallo European Environmental Bureau (EEB) sostiene che la narrazione dell'UE sulla competitività della produzione chimica sia plasmata in larga misura proprio dall'industria che dovrebbe essere sottoposta a controllo.
"Fin dal lancio dell'Alleanza è stato chiaro che il Consiglio europeo dell'industria chimica (CEFIC) è al posto di comando di questa iniziativa, mentre il dipartimento industria della Commissione non sembra preoccuparsi del rischio che il processo sia eccessivamente influenzato dagli interessi aziendali", si legge nel rapporto di CEO ed EEB.








