<p>Non si fermano gli investimenti di <strong>Chanel </strong>nel network del cashmere.

Secondo quanto risulta a <em>MFF</em>, l’anno scorso la griffe francese, tramite il brand scozzese di luxury cashmere <strong>Barrie knitwear</strong> (fondato nel 1903 e che fa parte di <strong>Chanel Métiers d’art </strong>dal 2012) sarebbe entrata, in minoranza, nel capitale della storica filatura scozzese di cashmere <strong>Todd & Duncan</strong>, che nel 2027 festeggerà 160 anni di attività. </p> <p>La manifattura di filati, basata a Kinross, nel 2020 era stata acquistata dal gruppo cinese <strong>Xinao</strong>, realtà internazionale specializzata nella produzione di filati in fibre naturali di alta qualità e tra l’altro presente nei giorni scorsi a Firenze, nella cornice di <strong>Pitti immagine filati 99</strong>, per festeggiare i 35 anni di attività, con il progetto espositivo e culturale «Threads of connection – The fabric of thought», in scena all’interno del giardino di <strong>Palazzo Corsini</strong>.

Ora, con il nuovo assetto, il controllo della storica realtà fondata nel 1867 sarebbe ancora in mano a Xinao, mentre la griffe d’Oltralpe, tramite un equity investment e una joint venture tra il marchio Barrie e Xinao che sarebbe stata perfezionata l’anno scorso, avrebbe il 40% delle quote. </p> <p>L’operazione conferma l’interesse di Chanel verso la pregiata fibra tessile, visto che, tra le altre, da oltre tre anni ha in portafoglio quote della filatura marchigiana specializzata nel cashmere <strong>Cariaggi </strong>(insieme con <strong>Brunello Cucinelli</strong>), oltre che della filatura vercellese <strong>Vimar 1991</strong>, su cui ha invece investito nel 2020.