L'Europa starebbe lavorando, dietro le quinte, a una strategia di progressiva "de-americanizzazione", per ridurre la propria dipendenza dagli Stati Uniti non più come risposta temporanea a Trump, ma come correzione di una vulnerabilità strutturale. È quanto ricostruisce un'inchiesta del Wall Street Journal. Un ruolo centrale, scrive il giornale, lo avrebbe avuto il primo ministro canadese Mark Carney, che avrebbe avvertito diversi leader europei che "la vecchia America non tornerà", spingendoli a considerare l'affidamento a Washington un problema di lungo periodo e non una parentesi legata alla sola presidenza Trump.Di segno opposto la linea del segretario generale della Nato Mark Rutte, impegnato a tenere Trump agganciato all'Alleanza tramite elogi pubblici e concessioni politiche: una "flattery diplomacy", la definisce il Wsj, pensata per garantire al presidente americano una vittoria visibile, in particolare sull'aumento della spesa militare europea. Rutte avrebbe convinto i leader Nato ad accettare il nuovo obiettivo del 5% del Pil per la difesa entro il 2035, presentandolo come il risultato di cui Trump aveva bisogno: nonostante le resistenze di Belgio, Slovacchia e soprattutto Spagna, il vertice dell'Aja aveva permesso al presidente di rivendicare che l'Alleanza non fosse più una "fregatura" per gli Stati Uniti.Ma secondo il Wsj questa strategia avrebbe mostrato limiti crescenti dopo il vertice tra Trump e Vladimir Putin in Alaska, lo scorso agosto: l'apertura del presidente a un piano per l'Ucraina più vicino alle posizioni di Mosca avrebbe allarmato i leader europei, spingendo Macron a organizzare, tramite una chat criptata, una missione comune a Washington a sostegno di Zelensky. Sei tra presidenti e primi ministri, insieme a Rutte e alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, si sono poi recati alla Casa Bianca per provare a influenzare Trump - ottenendo, come scrive il giornale, solo una tregua temporanea: nel giro di poche settimane il presidente è tornato a esprimere dubbi sull'Ucraina e a valutare un piano russo che includeva opportunità per le aziende statunitensi.Per alcuni dei partecipanti alla missione, riporta ancora il Wsj, l'episodio ha mostrato quanto sia ormai limitato il peso degli alleati storici sull'amministrazione Usa, anche quando si presentano compatti. Il quotidiano cita una valutazione dell'MI6, l'agenzia di spionaggio straniera del Regno Unito, secondo cui la diplomazia dell'adulazione sarebbe ormai soggetta alla "legge dei rendimenti decrescenti" di David Ricardo: oltre una certa soglia, ogni nuova dose di adulazione produrrebbe risultati via via più modesti.
L'Europa starebbe lavorando a una "de-americanizzazione" strutturale secondo il Wall Street Journal
Secondo il quotidiano americano dietro le quinte della diplomazia europea si confrontano due linee opposte: quella del premier canadese Mark Carney, che spinge








