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Dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, il Canada ha cominciato a collaborare molto di più con l’Unione Europea. Questa settimana il primo ministro canadese Mark Carney è stato il primo leader di un paese non europeo a essere invitato a una riunione della Comunità politica europea, un’iniziativa informale che riunisce molti paesi di quell’area geografica, in modo da coordinare le loro politiche. Carney ne ha approfittato per discutere di temi come la difesa e l’energia con diversi leader dell’Unione.
Per motivi storici e geografici gli Stati Uniti sono sempre stati di gran lunga il principale alleato e partner commerciale del Canada, ma con Trump sono diventati inaffidabili e ostili. Trump ha minacciato di annettere il Canada facendolo diventare il «51esimo stato» statunitense, e di approvare dazi altissimi alle sue esportazioni. Le trattative per rinnovare un importante accordo commerciale stanno andando male, anche per motivi ideologici: il governo del Canada ha un orientamento liberale e ostile ai dazi, Trump invece li ha usati spesso come leva negoziale per ottenere concessioni dagli altri governi.
La Comunità politica europea non è un organismo ufficiale dell’Unione Europea. È un’iniziativa diplomatica che mette insieme praticamente tutti i paesi dell’Europa geografica, tranne Russia e Bielorussia. La presenza del Canada era importante principalmente per motivi simbolici: Carney ha spiegato che vuole collaborare con più paesi «che condividono la stessa visione del mondo» del Canada, per non dipendere esclusivamente dagli Stati Uniti.






