Tuchel ha però tanti spicchi di aglio a sua disposizione. Contro il Messico, in una partita davvero complessa, ha dimostrato che tra le grandi del mondo ci può stare eccome. L'altitudine, la tradizione favorevole ai padroni di casa nel loro stadio iconico, il fatto che la selezione di Aguirre non avesse mai subito gol dall'inizio del Mondiale. Poi succede che Bellingham segni due gol con la specialità della casa: l’inserimento in velocità a fari spenti. Una doppietta che dimostra chi sia il centrocampista del Real che, tra l'altro, completa un centrocampo di livello altissimo con Rice, altro fenomeno del ruolo, capace di recuperare palloni, piazzarsi sulla trequarti e buttarsi in area, a cui si aggiunge un Elliot Anderson che non concede nulla alle ripartenze avversarie e diventa fondamentale davanti alla difesa. In una partita che si era pure messa male, per l'espulsione di Quansah, l'Inghilterra ha saputo resistere e a portarsi a casa l'approdo ai quarti. E poi c'è Kane. Già 6 gol finora, come Lineker in tutto il Mondiale del 1986. A differenza dell'iconico bomber anni '80 primi '90, sa fare tutto, anche venire incontro e distribuire palloni a chi sta davanti. Un po' Gerd Muller, un po' Totti. Sembrerà eccessivo ma la storia darà il giudizio definitivo. Ora c'è la Norvegia, un passo alla volta. Ma se davvero dovesse "tornare a casa" molti meriti ce li avrebbe proprio quel centravanti che vale doppio.