L'impianto è una fortezza inespugnata per il Messico e sorge a 2240 metri di altitudine. Il ct dell'Inghilterra, Tuchel, accusa: «Saremo svantaggiati»

Era il 22 giugno 1986. Allo stadio Azteca di Città del Messico si giocavano i quarti di finale della Coppa del Mondo: Inghilterra contro Argentina. Finì 2 a 1 per l’Albiceleste, grazie a due reti di Diego Armando Maradona diventate leggendarie e conosciute come «la Mano de Dios» e «il Gol del Secolo». Quarant’anni dopo l’Inghilterra tornerà in quell’impianto, per giocare contro il Messico gli ottavi di finale del Mondiale americano. Uno stadio che rievoca fantasmi, «una cicatrice che non si rimarginerà mai», scrive il Guardian.

La leggenda dello stadio Azteca di Città del Messico

Lo stadio Azteca è uno degli stadi più leggendari della storia del calcio. Qui Maradona nel quarto di finale del 1986 si inventò forse il gol più iconico della storia del calcio. Sicuramente il più controverso. Il 10 argentino si avventò su una palla rinviata in modo goffo dalla difesa inglese. Maradona beffò tutti: non la colpì di testa, ma con la mano. Oggi una rete del genere sarebbe impossibile, con il Var pronto ad annullarlo, ma passò alla storia come la «Mano di Dio». Cinque minuti dopo, lo show di Maradona proseguì con il «Gol del Secolo», votato in un sondaggio del 2002 come la rete più bella della storia dei Mondiali: partendo da centrocampo, la stella ex Napoli dribblò praticamente tutta l’Inghilterra e, dopo aver saltato il portiere Shilton, appoggiò la palla in porta. Questa di Maradona passò alla storia come una delle prestazioni individuali migliori di sempre.