di
Paolo Valentino
Colloquio di 90 minuti tra il presidente Usa e il presidente russo: Mosca ripete i suoi paletti
Questa volta è stato Donald Trump a chiamare Vladimir Putin sulla linea riservata tra la Casa Bianca e il Cremlino. Il colloquio, il quarto di quest’anno, è andato avanti per un’ora e mezza. La parte russa gongola: «Vale la pena ricordare — spiega ai media Yuri Ushakov, il consigliere di politica estera dello Zar — che siamo stati noi russi a prendere l’iniziativa del precedente contatto telefonico del 14 giugno, in occasione dell’80° compleanno di Donald Trump. Ora, invece, sono stati i partner americani a proporre di tenere la conversazione proprio nel giorno in cui si celebrava il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti».
Obiettivi e propagandaSecondo Ushakov, che ha definito la conversazione «altamente costruttiva e fattuale», la telefonata è iniziata «con le congratulazioni personali del presidente Vladimir Putin a Donald Trump e a tutto il popolo americano per questa ricorrenza simbolica, ricordando il contributo della Russia alla formazione dello Stato americano». Putin e Trump hanno anche «ribadito l’importanza di un approccio rispettoso nei confronti dei capitoli comuni della storia che ci uniscono» e hanno sottolineato che i due popoli «non dimenticheranno mai l’alleanza degli anni della Seconda guerra mondiale».Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, dove Trump è atteso tra molte trepidazioni degli alleati, il colloquio è un bonus inaspettato per la propaganda del Cremlino, pronto a sottolineare che Trump ha di nuovo offerto i suoi buoni uffici per aiutare a porre fine alla guerra in Ucraina. Ed è significativo che questo accada proprio mentre la Russia ha intensificato i suoi attacchi nel Donetsk, l’obiettivo più ambito dell’aggressione iniziata quattro anni fa.









