Dal 16 maggio c'è l'obbligo del contrassegno, però la consegna avviene dopo mesi. Dal 16 luglio servirà anche l'assicurazione, ma ancora non si sa quale. Un caos che ferma i pendolari delle «due ruote piccole». Il capo dei vigili: «È un peccato perché sono mezzi molto utili, ma se c'è una legge va rispettata»
Spostarsi in città in monopattino. Argomento spesso caldo, soprattutto perché legato a incidenti anche gravi, e alle cattive abitudini di conducenti che – specie a bordo dei mezzi in sharing, senza casco (anche perché non fornito) – si permettono manovre pericolose per loro stessi e per gli altri utenti di strade e marciapiedi. Queste situazioni hanno portato il monopattino nella “lista dei cattivi”, senza spesso considerare che si tratta di mancanza di educazione stradale di alcuni “guidatori” e non di problematiche legate al mezzo in sé. Che nella sua idea originaria, come mezzo di trasporto urbano mantiene, di fatto le promesse: molta meno congestione, rispetto ai circa 10 metri quadri occupati in strada da una macchina, molto meno inquinamento, tempi ed energia consumata fortemente ridotti. Abbiamo fatto dei calcoli che trovate in fondo all’articolo.
Tuttavia, causa l’abitudine alla funzione “giocosa” del monopattino, fin da quando eravamo bambini, pur diventato mezzo di trasporto ha portato con sé una “leggerezza” che male si sposa con le regole della circolazione urbana. Da qui la doverosa regolamentazione arrivata anche in Italia, e che di fatto adesso costituisce l’argomento caldo del momento. Perché per ora le regole imposte dal ministero dei Trasporti hanno ottenuto l’effetto di paralizzare l’utilizzo dei monopattini come mezzo di trasporto. Le consegne del targhino, obbligatorio dal 16 maggio, sono fortemente ritardate: chi ha fatto domanda a inizio giugno dovrà aspettare almeno settembre. Nel frattempo, dal 16 luglio, sarà obbligatoria anche l’assicurazione. Ma questa, in attesa ancora di capire che forma e quali costi avrà, può essere fatta solo se già si ha la targa. Dunque, al momento, tutti i pendolari delle "due ruote piccole" sono fermi. O in macchina.








