di
Elena Meli
Un rapporto riferisce che gli over utilizzano la tecnologia regolarmente con vantaggi come la creazione di comunità e l'accesso alle informazioni. Ma anche rischi: l'esposizione eccessiva può provocare nuove forme di isolamento
Siamo animali sociali o social? La domanda non è così assurda: se da un lato millenni di evoluzione ci hanno plasmato e reso una specie che trae dal contatto con gli altri benessere, sostegno e conforto, negli ultimi 20 anni questa vicinanza è stata sempre più soltanto online, mediata dai social network. L’approccio alle relazioni è cambiato, per i nativi digitali ma pure per adulti e senior: magari scelgono Facebook e YouTube anziché TikTok o Instagram, però anche la loro attenzione e il loro tempo vengono risucchiati da reel e conversazioni online.
Opportunità e rischi Il rapporto 2025 dell’American Association of Retired Persons sull’utilizzo delle tecnologie nei pensionati, per esempio, riferisce che il 74% usa regolarmente social media (il 60% accede a Facebook almeno una volta al giorno) e circa la metà ci trascorre come minimo un’ora quotidianamente. È certo che la solitudine fa male a tutti, agli anziani perfino di più, ma per gli effetti sul benessere mentale la vita social è paragonabile alle relazioni con persone in carne e ossa? «La tecnologia è uno strumento, tutto dipende da come viene utilizzata», osserva Antonio Vita, presidente della Società Italiana di Psichiatria. «Un uso appropriato dei social può consentire l’accesso a informazioni che altrimenti sarebbe difficile reperire, pensiamo per esempio a chi ha patologie poco comuni; può anche essere utile per alleviare l’isolamento, creare un senso di comunità».









