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Verità nascoste
di Laura Distefano
06 Luglio 2026, 07:13
Ci sono eventi che non capitano per caso. Ci sono storie che si incrociano e diventano tessuto connettivo. È quello che è capitato a Marta Silvestre con il caso del siracusano Lele Scieri, l’allievo paracadutista di 26 anni trovato morto il 16 agosto 1999 ai piedi della torre di asciugatura dei paracadute nella caserma Gamerra di Pisa. «Mi trovavo a Roma e ho cominciato a seguire i lavori della Commissione d'inchiesta sulla morte di Scieri», racconta Silvestre a “La Sicilia”. All’epoca Marta non era ancora una giornalista nel senso “formale” della parola. E forse «ho capito che volevo fare la cronista proprio seguendo la storia di Scieri». Ha cominciato a spulciare carte, leggere audizioni. Poi si è aperto il processo: udienza dopo udienza. Telefonata dopo telefonata. Il percorso le ha fatto incontrare la mamma di un altro siracusano: Tony Drago. Il giovane è stato trovato senza vita nella notte fra il 5 e il 6 luglio 2014 nella caserma Sabatini di Roma. Una nuova storia che si è trasformata in un’inchiesta giornalistica. «La mamma di Tony mi ha fornito tutta la documentazione», spiega ancora la cronista. Quelle carte “gridavano” le tante (troppe) anomalie sulle indagini. Accertamenti frettolosi che hanno scritto la parola “suicidio” sul fascicolo Drago.






