Ci sono dei fatti di cronaca che riverberano in maniera differente nel corso del tempo. Anzi, hanno una voce che diventa sempre più forte o, comunque, si mantiene viva e presente. Il caso di Ilaria Alpi, giornalista del Tg3 assassinata in Somalia il 20 marzo del 1994, appartiene a questa seconda categoria. Al Teatro Fassino di Avigliana, mercoledì 11 marzo alle 21, Anna Tringali propone lo spettacolo “Lo schifo, storia di un omicidio non casuale”, da un testo di Stefano Massini. Lo spettacolo rientra nel percorso di avvicinamento che la Città di Avigliana dedica quest’anno al 21 marzo, Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

Da cosa nasce la scelta del titolo?

«Il monologo è tratto da libro “African requiem” di Massini. “Lo schifo” un po’ vuole essere rappresentativo rispetto alla serie di nefandezze che sono state compiute in occasione dell’omicidio Alpi-Hrovatin, ovvero traffico illecito di armi e rifiuti tossici. Tra gli attori coinvolti ci sono elementi del mondo della cooperazione, società italiane e varie coperture istituzionali. Poi c’è anche una sorta di gioco di parole perché “schifo” è l’anagramma di Shifco, che è una delle aziende implicate».