Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 15:22
“Al momento non ci sono elementi per ipotizzare responsabilità nei confronti di terze persone” ha dichiarato Angelantonio Racanelli, il procuratore capo di Padova. Ma la morte di Annabella Martinelli, studentessa 22enne ritrovata impiccata nei boschi di Teolo qualche giorno fa, continua a far discutere. Soprattutto per diversi dettagli che secondo gli inquirenti, però, non sarebbero collegati alla morte della giovane.
L’ipotesi di suicidio è di gran lunga la più accreditata, tanto che sembrerebbe essere l’unica presa seriamente in considerazione nelle indagini. A conferma del gesto volontario, ci sarebbero i bigliettini scoperti nel suo zaino in cui Annabella preannunciava il gesto e il “testamento” – uno scritto di diverse pagine – che la ragazza ha lasciato in camera. O avrebbe, visto che è stato ritrovato giorni dopo la scomparsa, dai genitori. Papà e mamma hanno lasciato ieri un fiore nel luogo in cui è stata rinvenuta la vittima, nel comune di Teolo che ora ha proclamato lutto cittadino. Luogo e dinamica sono al centro – anche questi – di speculazione.
La giovane è stata ritrovata con un nastro a sigillo delle sue labbra, un grosso cerotto tenuto da una garza. Si pensa a un gesto volontario, forse un gesto simbolico a voler rappresentare il “silenzio” a cui il male che stava vivendo l’aveva e l’avrebbe definitivamente costretta. Ma la singolarità del gesto non frena di sicuro le supposizioni. E poi c’è la questione delle ricerche, durate giorni e condotte scientificamente con oltre 50 volontari. A trovare la ragazza, però, una residente mentre portava a spasso il cane. Proprio vicino al luogo in cui Annabella aveva lasciato la sua bici. C’è da dire che la zona in cui è stato ritrovato il cadavere è una zona impervia e non di frequente passaggio. Le ricerche dei soccorritori si erano concentrate sulla parte più alta dei Colli Euganei come Monte Madonna, Passo delle Fiorine e Monte Grande.












