PADOVA - Basta così. Annabella si è tolta la vita. L’autopsia ha confermato quello che aveva sostenuto fin da subito la Procura. Come lo abbia fatto, se abbia mangiato una o due pizze, quante coca cola abbia bevuto, diventa irrilevante davanti alla sua scelta. A chiudere la vicenda è stata il lungo esame eseguito ieri da Guido Viel, che ha quindi ufficialmente chiuso l’indagine. Il medico legale, presente anche la sera del ritrovamento della studentessa nella boscaglia tra Villa e Teolo, ieri ha ribadito alla Procura la prima ipotesi, ossia quella suicidaria, escludendo quindi la presenza di terze persone.

Ad alimentare i dubbi nei giorni successivi al ritrovamento di Annabella erano stati alcuni dettagli, comunque da subito compatibili anche con quella che poi si è rivelata l’unica verità in un mare di ricerche di sensi logici dentro un disegno molto lucido. Le due pizze comprate a Selvazzano, la bicicletta chiusa con il lucchetto, le lattine di coca cola e il cerotto sulla bocca, hanno dato il via a ricostruzioni forse legittime, ma fantasiose davanti alla sicurezza mostrata fin da subito dagli inquirenti e dalla Procura, che dalla sera del 15 gennaio non si è mai spostata da questa teoria.