PADOVA - «Allo stato non ci sono elementi per ipotizzare qualcosa di diverso dal suicidio». Lo hanno ripetuto insistentemente anche ieri gli investigatori e i vertici di forze dell’ordine, che dal 6 gennaio scorso lavorano sul caso della scomparsa di Annabella Martinelli. Una conferma necessaria dopo alcuni nuovi elementi apparentemente scioccanti emersi ieri, a partire dal cerotto trovato sulla bocca di Annabella, per finire con alcune sue vecchie chat risalenti a questa estate e rimbalzate ieri sui social.

La ragazza è stata trovata infatti con la bocca serrata, ma chi indaga esclude da sempre la presenza di terze persone e quindi dà per scontato che il cerotto garzato se lo sia messo da sola per evitare di urlare in caso di dolore o per chiedere aiuto all’ultimo istante. Oppure, per lasciare simbolicamente un messaggio di silenzio. Sul posto sono state ritrovate anche tre lattine di cola consumate vicino ai resti delle pizze. Anche questi sono elementi che però i carabinieri non considerano prove della presenza di altri. Non avrebbero lasciato oggetti da cui è facile estrarre dna. In ogni caso saranno comunque analizzati per respingere ogni altra possibile ipotesi.

Sull’unico profilo social ancora aperto di Annabella, sono spuntate poi alcuni scambi che la studentessa aveva avuto ad agosto con un ragazzo (il cui profilo però nel frattempo è scomparso) che alla luce dei fatti risultano inquietanti, ma che gli investigatori avrebbero già visionato, verificato e ritenuto non credibili e perseguibili. In uno di questi Annabella scrive rispondendo ad un suo contatto: «Se crepo o mi succede qualcosa sappiamo di chi è la colpa, di un uomo che non sa accettare il rifiuto». E poi ancora: «Sei diventato il mio stalker. T'individuo subito e ti porto ai cpr a braccetto». E lui: «Dicevi di non volerti zittire, ma io lo faccio per aiutarti». Parole che oggi suonano male, stonate, ma che sono già finite nella lente d’ingrandimento dei carabinieri giorni fa, insieme a molte altre segnalazioni che in questi dieci giorni hanno tempestato il 112. Per quanto angoscianti, questi nuovi indizi non sono considerati tali invece da chi ha il caso di Annabella in mano. Per loro non ci sono dubbi, infatti, che la studentessa si sia tolta la vita ormai undici giorni fa. Sono troppi gli elementi che portano a questo tragico finale, a partire dalle lettere, dagli scritti e i biglietti per la famiglia, fino alla scena che si sono trovati davanti giovedì pomeriggio quando Annabella è stata ritrovata. Da chi sta investigando sono comunque arrivate le rassicurazioni che niente sarà lasciato al caso. I risultati dell’autopsia saranno fondamentali per chiudere il sipario su una storia che sembra però già avere un finale drammatico. Poi arriverà il momento dell’addio e del silenzio.