Rischio iperpenalismo

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Ferrara, 22 giugno 2025 – Da Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989, a Federico Aldrovandi, al ciclista Marco Pantani. Ancora più indietro, si avvolge il nastro dei casi che hanno tinto di rosso l’Italia. Giuseppe Pinelli, l’anarchico che “era stato suicidato” nella questura di Milano, era la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, anni bui, anni di piombo.

Ancora, Sindona. L’Italia noir raccontata e vissuta da Francesco Maria Avato, per anni direttore di Medicina legale dell’Università di Ferrara, uno dei massimi esperti nel difficile mondo di rilievi e prove, dna e tracce ematiche. C’è anche Garlasco, 18 anni fa. Lui era lì con Matteo Fabbri, genetista forense. Vennero nominati dai legali di Alberto Stasi. Fece una relazione di 144 pagine. Il librone è sulla scrivania, lo sfoglia. Si legge. “Chi scrive ritiene, sulla base dei rilievi e del peso della ragazza, che il trasporto del corpo richiedesse l’attività di almeno due persone. È da supporre che una persona sostenesse gli arti inferiori e un’altra provvedesse a sollevare il tronco”. Alza gli occhi da righe, foto e tabelle.

Adesso la Procura si muove per omicidio volontario in concorso, 18 anni dopo