Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 13:32
Il giorno X è arrivato. Negli uffici del gabinetto regionale di Polizia scientifica della Questura di Milano è iniziato l’incidente probatorio, disposto dalla gip di Pavia Daniela Garlaschelli, della nuova indagine sul delitto di Garlasco, in cui è indagato il 37enne Andrea Sempio, amico di Marco Poggi. A distanza di quasi 18 anni dai rilievi nella villetta di via Pascoli dove fu massacrata Chiara Poggi, gli esperti delle parti hanno cominciato a lavorare sui reperti, vecchi e nuovi, nell’ambito di quell’incidente probatorio i cui risultati varranno come prova nell’eventuale processo.
Un lungo lavoro, sono stati concessi 90 giorni, al quale partecipano la genetista Denise Albani e il dattiloscopista Domenico Marchigiani – entrambi periti nominati dalla gip di Pavia – insieme ai consulenti della Procura e agli avvocati e consulenti della famiglia della vittima, dell’indagato nella nuova inchiesta, Andrea Sempio, e del condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi. E fuori dall’edificio di via Fatebenefratelli sono già presenti decine di giornalisti e cameramen.
Negli uffici della Scientifica il primo atto dell’accertamento irripetibile riguarderà la verifica della catena di custodia dei reperti, fra cui frammenti del tappetino del bagno, confezioni di tè, cereali, biscotti, yogurt, sacchetti della spazzatura, e la corrispondenza fra i verbali di consegna e il contenuto effettivo di scatoloni e buste chiuse. C’è l’ormai nota impronta 33, la palmare destra attribuita dalla Procura di Pavia ad Andrea Sempio e individuata sulla parete destra delle scale. A questa si aggiunge – come anticipato dal Fatto quotidiano – la traccia 97F, catalogata come traccia di sangue strisciata individuata sul muro di sinistra che accompagna i gradini fino alla tavernetta e al termine dei quali, il 13 agosto 2007, i carabinieri di Garlasco ritrovarono il corpo senza vita di Chiara Poggi. È di una mano sinistra e potrebbe essere, in una visione in 3D, di uno stesso copro la cui mano destra è l’impronta 33.













