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Nella notte tra domenica e lunedì l’esercito russo ha compiuto un grande attacco contro la capitale ucraina Kiev, il secondo di queste dimensioni in una settimana: sono state uccise almeno otto persone, 34 risultano ferite e diversi edifici residenziali sono stati danneggiati o distrutti. Giovedì scorso un attacco simile aveva ucciso almeno trenta persone.

I bombardamenti sono iniziati poche ore dopo che il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito che la Russia stava preparando un secondo attacco sulla capitale e aveva esortato la popolazione della città a tenersi pronta. Sono arrivati in tre ondate e hanno colpito anche alcune città all’interno della regione di Kiev, come Bucha, Vyshhorod e Brovary.

L’attacco, durato circa due ore, è stato condotto a un giorno dall’inizio di una riunione della NATO ad Ankara, in Turchia, proprio sul tema della risposta dell’alleanza alla guerra russa in Ucraina. È previsto che alla riunione sia presente anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che dovrebbe incontrare Zelensky: l’obiettivo principale del presidente ucraino a breve termine è di assicurarsi una consegna più rapida dei sistemi di difesa aerea Patriot, di produzione statunitense, che però l’Ucraina sta esaurendo. Questi sistemi infatti sono gli unici in grado di intercettare i missili balistici, il cui uso la Russia ha aumentato proprio sapendo che l’esercito ucraino ha più difficoltà a bloccarli.