Almeno 13 i morti accertati ma il bilancio delle vittime dell’attacco russo è destinato ad aumentare secondo Kiev che parla di impatti diretti molto significativi su edifici residenziali. Mosca ha ammesso l’attacco parlando però di obiettivi militari legittimi.

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È stata una notte terribile per l’Ucraina colpita da una pioggia di missili e droni russi che hanno colpito la zona della captale Kiev portando distruzione e morte. Le autorità locali segnalano vasti incendi in edifici pubblici e privati, crolli e distruzione in molte località con almeno 13 morti accertati e decine di feriti. L’attacco è durato complessivamente 11 ore, causando distruzioni diffuse e danni in almeno 30 località. "13 persone sono morte, altre oltre 30 sono rimaste ferite. Sono state salvate 34 persone. Continuano le operazioni di ricerca e salvataggio nei luoghi della distruzione causata dall'attacco russo" annunciano i servizi di emergenza di Kiev.

L’attacco russo è scattato poco dopo le ore 20:00 di ieri quando i primi missili hanno fatto risuonare gli allarmi antiaerei in diverse zone del paese. Intorno alla mezzanotte del 2 luglio si sono udite le prime esplosioni a Kiev seguite da vasti incendi che sono proseguiti tutta la notte. Le deflagrazioni si sono susseguite una dopo l’altra trasformando il cielo nero della notte in un orizzonte di rosso fuoco e fumo. Nonostante la popolazione fosse stata preparata e si fosse riversata nei rifugi dopo gli avvertimenti che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva lanciato poco prima, dicendo che i dati dell'intelligence indicavano che la Russia stava pianificando un attacco "massiccio", si registrano numerosi persone colpite. I missili infatti hanno centrato palazzi residenziali e anche l’area antistante un pronto soccorso facendo registrare feriti anche tra gli operatori sanitari.