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Nella notte tra venerdì e sabato l’esercito russo ha attaccato la capitale ucraina Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che sono stati usati 500 droni e 40 missili, contro zone industriali e residenziali. Almeno due persone sono state uccise e almeno 46 sono state ferite. Gli attacchi hanno causato interruzioni di corrente in alcune zone della capitale e in una cittadina a circa 20 chilometri, Brovary. Un terzo di Kiev è rimasto senza riscaldamento, ha detto il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha. Le temperature in questi giorni scendono sotto lo zero. I residenti sono rimasti nei rifugi antiaerei per quasi 10 ore: l’allerta è rientrata attorno alle 11 di mattina, orario ucraino (le 10 in Italia).
Per precauzione anche la Polonia ha fatto decollare i propri aerei militari con scopo di ricognizione e attivato i sistemi di difesa. Negli ultimi mesi è capitato diverse volte che droni russi sconfinassero nel territorio polacco. Date le operazioni militari in corso, gli aeroporti delle città orientali di Rzeszów e Lublino sono stati chiusi per qualche ora e riaperti poco dopo. Il governo polacco ha detto che non ci sono stati sconfinamenti nel proprio territorio.








