TRENTO. Il bypass ferroviario di Trento resta uno dei progetti più controversi che la città abbia mai avuto "tra le mani". Tra scavi iniziati, cantieri fermati, bonifiche annunciate ma mai portate a termine quello che è evidente ai cittadini è una fase di continuo stallo che si protrae ormai da anni. Il 30 giugno si sarebbe dovuta inaugurare la circonvallazione, ora si parla di 2033-2034. Il sindaco Franco Ianeselli (vedi L'Adige di mercoledì) è stato categorico: «Non si torna più indietro» e se questa è la volontà, l'opera secondo il consigliere comunale di Generazione Trento Claudio Geat andrebbe quanto meno ripensata.
Consigliere, il sindaco ha detto che si va avanti, bisogna rassegnarsi?
«Il sindaco si sta dimostrando il vero "sponsor" di questo bypass. Sono stati fatti un mucchio di danni fino ad adesso, è comprensibile che non si tiri indietro. Di fronte all'evidenza che non bastavano tempo e soldi, lui ha sempre negato tutto. E non ha nemmeno mosso un dito quando sono state abbattute tre anni fa alcune case in San Martino per far passare la ferrovia. La Provincia e il Comune hanno sempre voluto fare l'opera, se cambiassero idea si fermerebbe istantaneamente. Sta solo lasciando una patata bollente a chi verrà dopo di lui».










