Firenze, 6 luglio 2026 – “Mamma Fiona? È la prima persona che ho chiamato dopo aver battuto il suo record”. Larissa Iapichino, 24enne fiorentina dal grande talento, si gode l’impresa nella tappa di Eugene (Oregon) della Diamond League, dove con 7,12 ha battuto per un centimetro il record italiano del salto in lungo che resisteva da 28 anni. Un ottimo viatico in vista degli Europei di Birmingham in agosto e per continuare un percorso di crescita continua sotto la guida del babbo Gianni, ex azzurro di salto con l’asta. Siccome lo sport (e l’atletica in particolare) è capace di realizzare sogni e costruire emozioni straordinarie, ecco che l’impresa sportiva di Larissa si colora come una favola particolare e affascinante ed entra nella storia anche al di là dei brillanti motivi tecnici.

Lei ha battuto uno dei record più longevi della nostra atletica, ma con una particolarità in più: l’ha tolto a sua madre Fiona May, (due volte campionessa del mondo e doppio argento olimpico), che il 22 agosto 1998 saltò 7.11 metri a Budapest. Che effetto le fa?

“È davvero una cosa insolita, non capita spesso una cosa così, ma è bellissimo ed emozionante. Sono molto contenta”.

Che cosa la emoziona in particolare?