“Per anni ho inseguito una vita che sembrava perfetta: una carriera internazionale, un percorso chiaro, obiettivi ambiziosi. Poi qualcosa si è spezzato. Una crisi personale profonda, legata a un’esperienza di mobbing vissuta in Cina, mi ha costretta a fermarmi e a rimettere tutto in discussione. Oggi so che quella frattura è stata anche un punto di partenza: da lì ho ricostruito la mia vita, trasformando il viaggio in uno strumento di cura e dando vita a un progetto di turismo sostenibile”. A raccontarlo è Alessia Daisy Lai, che ha 31 anni, attualmente vive a Lombok, in Indonesia ed è la founder di Alessiadventure, travel designer che oggi accompagna i viaggiatori verso esperienze più consapevoli tra Asia e Africa.

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Una vita già scritta

“Mi ero costruita un percorso molto chiaro. Una laurea in lingue orientali alla Ca’ Foscari di Venezia, un Master in Global Management to China, il desiderio di lavorare nell’import-export internazionale e costruire una carriera in Cina, diventando manager in una terra che amavo. Quando a 21 anni mi sono trasferita lì, mi sentivo pronta, determinata, quasi invincibile. Avevo forti convinzioni e un amore profondo per l’Asia, e questo mi faceva pensare che nulla potesse andare storto. Nella mia mente era tutto già delineato: i passi della carriera, gli obiettivi da raggiungere, la direzione da seguire. E in effetti, per un po’, le cose sono andate esattamente così. Lavoravo su progetti legati alla sostenibilità sociale e ambientale, un ambito che mi stava e mi sta tuttora profondamente a cuore. Vivevo immersa nei ritmi di una grande città come Shanghai, con la sensazione di essere esattamente dove dovevo essere. Dopo cinque anni potevo dire di avercela fatta. Eppure, nessuno mi aveva mai detto che passione, studio e pianificazione non bastano sempre per sentirsi davvero felici. C’era qualcosa che, lentamente, iniziava a incrinarsi”.