Una discesa agli inferi. Ieri mattina a Carditello è intervenuta la Polizia chiamata in soccorso da Claudio Giannelli, il proprietario della Collezione che avrebbe dovuto dar vita al Museo del cavallo e che, invece, da venerdì scorso, sta ritornando negli imballaggi per essere portata via. L’antiquario aveva prodotto regolare richiesta alla Fondazione per prelevare i suoi oggetti d’arte. «Dopo aver firmato un documento che mi autorizzava a portar via la mia collezione - dice incredulo Claudio Giannelli - stamattina (ieri ndr) mi è stato ingiunto dal direttore Gennaro Miranda di uscire dal Real Sito perché proprietà privata e di non toccare nessun pezzo della mia collezione.
Carditello, ora sfuma il "Museo del cavallo": Giannelli ritira i repertiA loro dire avrei dovuto dare un preavviso di trenta giorni, ma io aggiungo che questo vale per i pezzi in esposizione. Poiché non c’è niente di esposto perché il museo non c’è, io posso prendere ciò che è mio. Sono stato costretto a chiamare la polizia che è intervenuta ed ha verbalizzato». Due agenti sono stati nel Real Sito ed hanno raccolto le dichiarazioni del collezionista Giannelli e del direttore Miranda. Le testimonianze «Ho quattro mostre internazionali da allestire - ha aggiunto Giannelli -. I pezzi della mia Collezione saranno esposti in luoghi prestigiosissimi. Io all’allora presidente Gino Nicolais diedi la mia parola, quindi, quando ci saranno le condizioni il Museo si farà; però, se mi trattano in questo modo, le cose cambiano». Sul posto il consigliere comunale di San Tammaro, Emiddio Cimmino che ha detto: «Ero nei pressi della torre dove è custodita la Collezione di Giannelli e scendevano il direttore Miranda e Luigi Roma, membro del decaduto CdA della Fondazione. Quest’ultimo ha invitato il direttore a farmi uscire dal Real Sito. A me? Sono un consigliere del Comune di San Tammaro. Lui non ha più alcun ruolo e alcuna funzione in quel posto e soprattutto nessuna autorità. Si respirava una tensione così forte che una dipendente si è sentita male ed è arrivata l’ambulanza». La dipendente è stata poi portata all’ospedale di Sessa Aurunca. A Luigi Roma abbiamo chiesto di replicare ma ci ha detto: «Non ho intenzione di rilasciare alcuna dichiarazione». La polemica Ma perché il Ministero non nomina la governance o un commissario straordinario? Questa è la domanda che in tanti si fanno. «La Fondazione dica con chiarezza su quali atti fonda l’eventuale blocco della collezione Giannelli - ha detto Stefano Graziano, deputato del Pd -. Non bastano ordini verbali, forzature o decisioni assunte nell’emergenza. Se il proprietario ha presentato regolare richiesta e vi sono documenti sottoscritti, va chiarito immediatamente chi sta decidendo, con quale titolo e con quali responsabilità. Questa vicenda non riguarda solo il ritiro dei reperti. Riguarda il fallimento di un progetto che avrebbe potuto dare a Carditello il Museo del Cavallo, con ricadute culturali, turistiche ed economiche per l’intera provincia di Caserta. Lasciare sfumare quella possibilità significa produrre un danno alla Fondazione e al territorio». Il collega di FdI, Gimmi Cangiano, controbatte: «La sinistra casertana sembra aver intrapreso una vera e propria campagna contro i grandi attrattori culturali della provincia. Così ha tentato di fare con la Reggia di Caserta, ora continua col Real Sito di Carditello, alimentando allarmismi inutili e spesso del tutto infondati, che finiscono solo per danneggiare l’immagine del nostro territorio. Sulla vicenda della collezione Giannelli assistiamo all’ennesimo attacco strumentale. Se un privato manifesta la volontà di rientrare in possesso di beni custoditi presso una Fondazione, questo non significa che gli stessi possano essere semplicemente prelevati senza il rispetto delle procedure previste, degli accordi sottoscritti e delle verifiche amministrative necessarie». E poi aggiunge: «Esistono contratti, atti e procedure che devono essere rispettati nell’interesse di tutte le parti coinvolte e della tutela del patrimonio culturale. Il Pd farebbe meglio ad attendere gli esiti delle verifiche anziché costruire ogni volta processi mediatici. Carditello merita rispetto, non polemiche continue. Dopo anni di difficoltà, il Real Sito ha raggiunto risultati importanti in termini di valorizzazione, attività culturali e visibilità nazionale. È questo che evidentemente continua a dare fastidio a chi preferisce alimentare polemiche piuttosto che riconoscere il lavoro svolto». Ma per Graziano «la responsabilità politica e amministrativa di questa situazione ricade sulla governance attualmente in carica a Carditello, che ha il dovere di rispondere degli atti compiuti, delle scelte assunte e delle omissioni che hanno condotto a questo punto». E poi chiama a rispondere il ministro della Cultura, Alessandro Giuli: «Carditello è senza una guida operativa, con bilanci non approvati e una gestione che continua a generare conflitti e confusione. Presenterò un’interrogazione urgente al Ministero della Cultura. Su Carditello servono atti, responsabilità e verità. Non interventi tardivi quando il danno è già compiuto». Intanto, stamattina ci sarà l’assemblea sindacale dei lavoratori di Carditello che sono preoccupati per questo lungo periodo di vacatio istituzionale.







