L'appello lanciato dai professori in vista delle elezioni del nuovo rettore o rettrice dell'ateneo romano
In vista delle elezioni di ottobre per il rinnovo della carica di rettore o rettrice della Sapienza Università di Roma, attualmente guidata da Antonella Polimeni, un gruppo di circa oltre 100 docenti e dottorandi ha firmato e diffuso una lettera aperta che sollecita una presa di posizione netta sulla politica internazionale dell’ateneo. Nella lettera viene chiesto che il nuovo rettore «rinunci a qualsiasi attività di ricerca militare diretta o indiretta e alla collaborazione con istituzioni e soggetti, pubblici e privati, che la praticano», oltre alla «collaborazione con istituzioni, università e centri di ricerca di paesi o organizzazioni notoriamente coinvolti in azioni di aggressione militare, sulla scorta di quanto già deliberato in alcune Facoltà e Dipartimenti dell’Ateneo, garantendo e anzi intensificando la collaborazione con singoli docenti e ricercatori israeliani che condannano e si dissociano dalle politiche genocidarie del loro Paese».
Le lettera, diffusa dal Comitato Sapienza per la Palestina, chiede che il futuro vertice dell’ateneo «si faccia garante delle tradizioni democratiche del nostro Ateneo e del dettato costituzionale, esprimendo e praticando il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», indipendentemente dalla natura dei soggetti coinvolti nei conflitti. Nel testo viene poi sottolineata la necessità di assumere impegni programmatici definiti «limpidi e vincolanti» a favore della «pace, del riconoscimento dei diritti umani e dell’autodeterminazione dei popoli».







