Firenze, 5 luglio 2026 – Mettere talento, tempo e competenze al servizio degli altri, trasformando il percorso associativo in un’occasione di crescita personale e collettiva. È questo lo spirito che ha accompagnato il Rotaract Club Firenze Sud nel tradizionale momento di chiusura e apertura dell’annata rotaractiana, celebrato all’Hotel 500, con il passaggio della presidenza da Niccolò Pecci a Emma Caruso per il 2026-2027. L’incontro è stato l’occasione per raccontare il valore del servizio e della partecipazione dei giovani alla vita della comunità. Dopo due anni alla guida del Club, Niccolò Pecci ha concluso il proprio mandato ripercorrendo l’esperienza vissuta come un percorso di crescita umana e personale. Nel suo intervento ha raccontato come la presidenza gli abbia permesso di affrontare nuove responsabilità, confrontarsi con sfide diverse e maturare attraverso il servizio rivolto al Club e ai suoi soci. A proseguire questo percorso sarà ora Emma Caruso, entrata nel Rotaract Club Firenze Sud ad aprile 2024. In poco più di due anni ha costruito il proprio cammino associativo ricoprendo prima il ruolo di socia, poi quello di segretaria e infine assumendo la guida del Club. Con il suo incarico, dopo otto anni il Rotaract Firenze Sud torna ad avere una presidente donna. La nuova annata sarà accompagnata dal tema “Esplorare il mondo attraverso la cultura”, scelto come filo conduttore delle iniziative e dei progetti del Club. Un messaggio che interpreta la cultura come strumento di dialogo, conoscenza reciproca e crescita condivisa. Nel suo discorso di insediamento, Emma Caruso ha sottolineato l’importanza di vivere il ruolo con autenticità, invitando ogni socio a contribuire attraverso la propria personalità, le proprie passioni e le proprie competenze. Al centro del nuovo percorso ci sarà infatti l’idea di una partecipazione costruita sulla collaborazione e sulla valorizzazione delle differenze. A rappresentare il nuovo Direttivo sarà l’immagine delle “Nanatsu no Hoshi – Le Sette Stelle”, scelta da Caruso e ispirata alla cultura giapponese, dove le stelle richiamano il legame tra le persone, la speranza e l’armonia. Una metafora pensata per raccontare un gruppo composto da sette persone unite dallo stesso spirito di servizio: ciascuna con un ruolo, un’esperienza e qualità differenti, ma parte di una visione comune. Caterina Ceccuti