Nel limbo? Lei, una superstar? «Intere generazioni di danzatori si ritrovano in una sorta di limbo proprio quando sono al culmine delle capacità espressive e tecniche. Continuare a condividere la nostra arte diventa spesso una sfida individuale: non tutti desiderano o sono in grado di dedicarsi all’insegnamento, alla coreografia o a ruoli amministrativi». È obiettiva e sincera l’étoile russa Diana Vishneva, giunta alla soglia dei cinquant’anni (li compie il 16 luglio). «L’epoca in cui si interpretavano Giselle o Il lago dei cigni ben oltre i quaranta è ormai tramontata: gli standard odierni richiedono abilità fisiche diverse, contribuendo sempre più a definire il balletto come un’arte riservata ai giovani. La creazione di questa compagnia non potrebbe arrivare in un momento più opportuno».

Il debutto della compagnia delle senior: grandi danzatrici per cui “Il tempo non esiste”

“Questa compagnia” ha il programma già nel nome: Winndance, dove “Winn” sta per “When, If Not Now”? (Se non ora, quando?), dall’aforisma del rabbino Hillel. Nata da un’idea di Slava Tutukin e Marijn Rademaker, con sede a Stoccarda, è rigorosamente riservata agli “over 40” e avrà il battesimo mondiale alla Biennale di Venezia (17 luglio- 1 agosto), un’edizione che il direttore, Sir Wayne McGregor, ha intitolato – non è evidentemente un caso – Time Does Not Exist, Il tempo non esiste. Lo spettacolo del debutto, Scirocco, è composto da due capitoli: Death in Venice (coreografi Imre & Marne van Opstal, Omar Román De Jesús, Rainer Behr) e Bridge of Sighs (firmato dal leggendario John Neumeier).