Sul parquet del PalaTiziano di Roma ogni passo di danza sembra raccontare una storia.

Quella di Varvara Hrushanina, ballerina ucraina di appena 13 anni, in gara agli Internazionali di danza sportiva, parla di guerra e rinascita.

Balla da quando aveva 4 anni. Poi, all'età di 10, la fuga dalle bombe su Dnipro, la sua città, una delle più colpite dall'invasione russa.

Oggi i ritmi dei balli latino americani hanno ripreso a scandire le sue giornate. Suoni inconfondibili, movimenti ipnotici: cha cha cha, paso doble, jive, rumba e samba. A Deruta, città umbra celebre per le ceramiche, ha trovato una casa e un'allenatrice: Uliana Fomenko è russa e Varvara la definisce "una seconda mamma".

Gli occhi pieni di orgoglio della maestra accompagnano l'esibizione dell'allieva, che condivide la pista con Massimo Menghinelli, appena un anno più grande. "Stiamo aiutando la sua famiglia, ma la situazione non è facile. Gli ucraini per me sono fratelli. Un po' come gli spagnoli per gli italiani", spiega Uliana, originaria di Mosca. Sulla pista dell'evento targato Fidesm e Wdsf la magia prende vita: il giallo sgargiante dell'abito volteggia tra le figure. Per la finale (categoria Junior II) l'abito diventa nero. La folcloristica sfida tra toro e torero tipica del paso doble diverte pubblico e protagonisti.