AMilano Cortina gareggia senza bandiera e senza inno, è uno dei 'fantasmi' russi a Milano Cortina, ma sul ghiaccio del Forum di Assago la sua esibizione per il programma corto del pattinaggio di figura non è certo passata inosservata.
Adeliia Petrosian, 18 anni, ha stupito il pubblico ballando sulle lame accompagnata dalle note di Billie Jean di Michael Jackson, con cui si è posizionata al quinto posto.
Va a caccia della medaglia, e cercherà di farlo rimontando nel libero di quelle due posizioni che la separano dal podio, per sé e per l'orgoglio russo, anche in questi Giochi pochi atleti e neutrali, come deciso dal Cio dopo l'invasione dell'Ucraina. Bandiere che torneranno a fare capolino alle prossime Paralimpiadi, così come aveva stabilito il Comitato paralimpico internazionale lo scorso settembre, decisione contro la quale è tornata a scagliarsi Kiev.
"Sono molto contenta del mio programma. All'inizio ero preoccupata, non per il mio programma, ma per il mio stato emotivo - ha commentato la pattinatrice russa dopo la gara di ieri -. Questo è stato l'inizio più importante della mia vita. Il pubblico è stato molto caloroso".
La giovane atleta è un talento del pattinaggio di figura, in patria ha vinto gli ultimi tre titoli nazionali, ma le sanzioni internazionali mettono in pausa il suo sogno perché non può esibirsi nei circuiti mondiali. Il suo debutto alle Olimpiadi italiane ha rimesso al centro la condizione degli atleti russi che gareggiano come "fantasmi senza patria" e al momento non hanno lasciato il segno. A regalare un sorriso potrebbe essere proprio l'atleta di Mosca nata il 5 giugno del 2007 da padre armeno, e che ha iniziato a pattinare quando aveva solo 4 anni.














