Roma, 5 lug. (askanews) – Il funerale di Stato di Ali Khamenei, pensato dalla Repubblica islamica come una prova di unità dopo la guerra con Stati uniti e Israele, sta diventando anche la prima grande prova di visibilità per il suo successore. Una prova che Mojtaba Khamenei, almeno per ora, non può sostenere.
A quasi cinque mesi dall’attacco del 28 febbraio in cui la guida suprema iraniana è stata uccisa insieme a diversi familiari, Teheran ha aperto una lunga settimana di cerimonie che si concluderà il 9 luglio con la sepoltura a Mashhad. Le autorità iraniane parlano di milioni di partecipanti, con un corteo che attraverserà Teheran, Qom e le città sante sciite irachene di Najaf e Karbala prima del ritorno della salma in Iran. Ma l’assenza più evidente è quella del nuovo uomo forte della Repubblica islamica.
Mojtaba Khamenei non è apparso in pubblico dalla morte del padre e, secondo il New York Times, ripreso da diverse testate internazionali, i responsabili della sicurezza iraniana avrebbero respinto la sua richiesta di partecipare alla sepoltura e guidare la preghiera funebre. Il timore non sarebbe legato a questioni protocollari o politiche, ma alla possibilità che Israele possa colpirlo o localizzarlo seguendo i suoi spostamenti fino al luogo segreto in cui si trova.












