«Se vuoi far parte di un'alleanza, devi rispettare gli impegni presi. Ed è quello chemi sono limitato a ricordare in questi giorni»: lo ha sottolineato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a “Pantelleria D'Autore” curata da Myrta Merlino e Valentina Fontana sulle spese militari dell'Italia.

«Non ho mai pensato che le spese per la difesa debbano essere messe in alternativa ad altre spese importantissime come la sanità, la scuola, la cultura o qualsiasi altro tipo di spesa sociale», ha sottolineato il ministro, «la difesa è il presupposto: senza difesa, senza libertà, non c’è sanità, non c'è cultura, non c'è libertà».

«Il prossimo anno, se il governo arriverà alla fine, lascerò il Ministero della Difesa», ha osservato Crosetto, «quindi non sto parlando di bilanci che amministro io, ma di bilanci che servono allo Stato. Ne parlo perché penso che siano necessari per garantire la sicurezza di mio figlio, dei vostri figli e il nostro futuro, e che non ci sia un'alternativa a far parte della Nato. Io non voglio allearmi né con la Russia né con la Cina, magari qualcuno pensa che sia meglio perseguire quell'obiettivo, è legittimo, ma in quel caso probabilmente non avremmo neanche bisogno di costruire una difesa, perché ci penserebbero loro a gestirci». Le parole del ministro della Difesa arrivano al termine di settimane di forti tensioni politiche e diplomatiche sul futuro della difesa italiana e sugli impegni assunti con la Nato. Un dibattito che si è intensificato dopo il vertice dell'Alleanza Atlantica, nel quale i Paesi membri hanno confermato l'obiettivo di aumentare progressivamente gli investimenti destinati alla sicurezza, in un contesto internazionale reso sempre più instabile dalla guerra in Ucraina, dalla crisi in Medio Oriente e dalla crescente competizione con Russia e Cina.