L’Ucraina sta colpendo le infrastrutture energetiche russe a un ritmo senza precedenti: un’analisi dei dati del Financial Times rivela che l’intensificata campagna di attacchi con droni da parte di Kiev sta provocando la peggiore crisi dei carburanti in Russia degli ultimi decenni.
Secondo i dati di Rochan Consulting, un gruppo di analisi polacco che monitora il conflitto, nel mese di maggio il numero di attacchi ucraini andati a segno contro le raffinerie russe ha raggiunto il record storico mensile di 16 operazioni. Dall’inizio del 2026, le raffinerie russe sono state colpite almeno 194 volte: un dato che segna un incremento di undici volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quest’anno Kiev e Mosca hanno lanciato un numero record di droni e missili, mentre il conflitto a lungo raggio tra i due Paesi ha raggiunto la massima intensità dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, avvenuta nel febbraio 2022. Il Ministero della Difesa russo sostiene che intercetta la stragrande maggioranza dei droni d’attacco ucraini in arrivo. Tuttavia, i dati relativi agli attacchi e alle intercettazioni mostrano che il netto aumento della frequenza e della quantità di proiettili ha portato a un numero crescente di colpi a segno contro infrastrutture energetiche strategiche.








