ROMA Il registro aggiornato sporadicamente, come se non esistesse. La chiave per aprire la cassaforte contenente le fiale di fentanyl disponibile praticamente a tutti. Di fatto, una gestione superficiale. È quanto emerso dall'ispezione dei carabinieri intervenuti ieri all'ospedale Israelitico di Roma per nuove e ulteriori verifiche dopo il maxifurto di fentanyl avvenuto nella struttura tra il 22 e il 24 giugno. Elementi che si sommano al fatto che - diversamente da quanto previsto dalla legge - la cassaforte non era "controllata" da alcuna telecamera. Per questo, nel fascicolo della procura di Roma per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, potrebbe presto comparire anche l'ipotesi di reato di omessa custodia o vigilanza.
LA QUANTITÀ Sono ottanta le fiale rubate della farmacia dell'ospedale senza che la cassaforte dove erano contenute venisse forzata. È stata aperta direttamente con la chiave che «era a disposizione di più dipendenti», hanno spiegato dalla struttura. «Abbiamo sempre svolto tutti i controlli necessari», assicura il responsabile della farmacia dell'ospedale, che ha fornito ai carabinieri tutta la documentazione, compresi gli orari di entrata e di uscita dei dipendenti. Erano una ventina quelli che avevano accesso alla chiave dell'armadio-frigorifero, tra cui gli addetti alla sicurezza. Ed è sulla società che gestisce i vigilantes che i militari dell'Arma svolgeranno ulteriori approfondimenti, sentendo anche i dipendenti. Cercheranno di capire chi siano queste persone, se possano essere state costrette da qualcuno a consegnare la chiave o se siano proprio loro i complici del colpo. Potrebbero averle consegnate a qualcuno in cambio di soldi? Oppure è stato qualcuno tra il personale sanitario a premurarsi di produrre una copia per poi consegnarla a chi si è incaricato di commettere materialmente il furto? Al momento i militari non escludono nessuna ipotesi. Hanno un elenco di persone sospette che dovrà essere verificato, grazie anche all'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza. La stanza dove è la cassaforte non ha videocamere, ma ce ne sarebbe una (sempre interna all'ospedale) che potrebbe aver ripreso movimenti sospetti. A meno che, visto il passare del tempo dal momento della denuncia a quello del sequestro delle telecamere, le immagini di quei giorni non siano state sovrascritte. L'ipotesi è che i colpi potrebbero essere due e potrebbero essere stati commessi di notte. Uno il 22 giugno, in cui sarebbero state sottratte 60 fiale, e uno la notte tra il 23 e il 24 giugno quando ne avrebbero portate via altre 20. A scoprire gli ammanchi i dipendenti dell'ospedale dopo la richiesta del Commissario straordinario di controllare le quantità presenti in cassaforte. La struttura sanitaria, solo dopo il secondo ammanco, ha deciso di cambiare la serratura e di rivolgersi ai carabinieri della Stazione del Trullo per sporgere denuncia, dando il via alle indagini e all'apertura del fascicolo in procura a Roma. Ieri, nel corso dell'ispezione, i carabinieri del nucleo investigativo di Roma, assieme a quelli del Nas e della Compagnia Roma Eur, hanno effettuato verifiche sui documenti, sui registri dell'acquisizione del medicinale e sulla gestione della chiave della cassaforte, raccogliendo varie informazioni e dati. Hanno poi sentito la direzione sanitaria e le persone che potenzialmente avrebbero avuto accesso alla chiave. Secondo quanto ricostruito, la procedura per arrivare alla cassaforte era semplice. C'era una prima chiave che custodiva, in portineria, il vigilante di turno. Quella chiave serviva per aprire la stanza dove c'era un armadio contenente la chiave della cassaforte in questione. Armadio che però era sempre aperto. Quanto ai registri, invece, esistevano ma non erano aggiornati. Né quello per segnare chi prendeva la chiave della cassaforte, né quello per il "carico e scarico" dei medicinali. Una gestione superficiale che ha consentito al ladro (o ai ladri) di agire indisturbati.I CONTROLLIMentre prosegue il lavoro di Procura e carabinieri, vanno avanti anche ispezioni e controlli da parte delle istituzioni. La direzione dell'ospedale ha chiesto una relazione a ogni organo interno al nosocomio. Domani, invece, arriveranno all'Israelitico gli ispettori della Regione Lazio. Poi, in settimana, quelli del ministero della Salute che, dopo il furto, ha previsto una ulteriore stretta dei controlli sui medicinali contenenti fentanyl. Andranno lì per verificare le procedure e ascoltare i vertici.











