Alcuni titoli delle prime pagine dei giornali di ieri. Corriere della sera: “Leone sfida Trump”. Repubblica: “Migranti, il 4 luglio del Papa. Alla vigilia della visita a Lampedusa monito a Trump nel messaggio per i 250 anni degli Usa”. La Stampa: “Sfida del Papa a Trump”. Domani: “Il 4 luglio antitrumpiano del Papa”.Un coro unanime di lodi a Leone per la decisione di andare il 4 luglio, festa dell’indipendenza Usa, a Lampedusa per celebrare i migranti e lanciare una clamorosa provocazione politica contro Trump.

Ma quella di Prevost è anche una polemica contro i popoli europei che non ci stanno più a subire l’immigrazione incontrollata e a pagarne i costi.Dal precedente “pellegrinaggio” a Lampedusa del 2013 di papa Bergoglio fino ad oggi, l’Europa è stata investita da un’enorme ondata immigratoria con drammatici problemi sia per la sopravvivenza del welfare state che per la crescita della criminalità (senza che Bergoglio o Leone abbiano mai manifestato vicinanza e solidarietà alle vittime di tanti reati).DESTABILIZZAZIONESi è imposto un multiculturalismo che destabilizza l’identità dei popoli europei ed (oltre a una certa infiltrazione islamista) è in corso una progressiva islamizzazione che dovrebbe preoccupare i Papi. Ma non è così per Bergoglio e Prevost. Quella di Leone è stata una “benedizione” dell’immigrazione di massa da parte del Capo dello Stato del Vaticano che è circondato da alte mura e che non ammette ingressi irregolari (puniti da norme molto dure).Ripetere oggi il viaggio di Bergoglio a Lampedusa è anche una sfida alla Ue che ha ormai deciso di arginare il fenomeno: di fatto è una dichiarazione ostile verso i popoli europei. E anche ostile all’Africa i cui vescovi si battono da anni contro l’emigrazione che dissangua e impoverisce i loro popoli di energie che sarebbero preziose nei loro Paesi.Ma la principale «provocazione politica» è rivolta alla Casa Bianca, come scrivono i giornali. Non a caso negli Usa papa Prevost è percepito sempre più come un politico Dem, cioè di sinistra. Di recente Newsweek titolava: «La popolarità di Papa Leone precipita fra i cattolici repubblicani».Una così spiccata politicizzazione del papato è un disastro per la Chiesa. Infatti un Papa, anche dopo l’elezione, può avere sue idee politiche. Meno ovvio è che queste idee politiche siano quelle che Prevost manifestava da trentenne, quando, già ordinato prete, a Roma, nel 1983, partecipava alle marce della Sinistra contro gli euromissili della Nato a Comiso (manifestazioni applaudite dall’Urss).