Il caldo non fa lo stesso effetto a tutti. C’è chi perde sonno e soldi per colpa delle temperature record. Tanti imprenditori a Napoli devono fare i conti nelle ultime settimane con la riduzione drastica degli incassi e il caro energia. «Sono a rischio chiusura le attività più piccole», denunciano le associazioni di commercianti. Poi c’è chi guadagna, come i grandi store che vendono condizionatori e ventilatori, ancora di salvezza a più di quaranta gradi.

L’emergenza caldo in città ha smorzato gli entusiasmi di qualche settimana fa. Preoccupati i proprietari di ristoranti, bar e B&b. Persino la vendita di gelati nelle strade dello shopping arriva fino a un meno venti per cento rispetto all’anno scorso. Un calo non da poco, nonostante un cono alla frutta resti la scelta preferita dai turisti in giro. Un cameriere in via Toledo prova a convincere i pochi passanti: «Su c’è fresco, abbiamo la sala climatizzata».

Poi scuote la testa: «Abbiamo un crollo del 30 per cento, così siamo rovinati». Una situazione che preoccupa il presidente di Confcommercio Massimo Di Porzio: «In centro c’è una desertificazione dalle 12 alle 17. Questo penalizza fortemente negozi e ristoranti». I turisti sono in fuga verso le spiagge. «I dehors sono inutilizzabili di giorno, i tavoli all’aperto restano vuoti», spiega. Un gruppo di giapponesi cammina proteggendosi la testa. Il più giovane esclama: «Non c’è un albero. Non si respira». È così in piazza Municipio, peggio ancora se si vuole arrivare a palazzo Reale. «Questa città è senza ombra, da noi sarebbe una vergogna», protesta una comitiva di tedeschi.