"Quanto sia importante avere un finalizzatore lo stanno confermando anche questi bellissimi Mondiali: Kane e Haaland partecipano poco alla manovra ma la buttano dentro. Fatte le debite proporzioni mi piacerebbe che anche a Tedesco fosse dato un finalizzatore". Dall’America a Casteldebole, passando per il Principato di Monaco, dove Marco Negri sta trascorrendo un pezzo delle sue vacanze. "Qui respiro un po’ l’aria di quando avevo dodici anni e vidi l’Italia vincere il Mondiale di Spagna – dice l’ex attaccante rossoblù –. Quando gioca la Francia vedi ragazzi che si riuniscono nei bar e nelle piazze e che socializzano: quell’aggregazione sana che oggi ai giovani manca nell’era degli smartphone".
Negri, lei ha sempre un occhio di riguardo per le punte: qual è il messaggio che esce dal Mondiale americano?
"Che il centravanti finalizzatore incide più del centravanti di manovra. Negli ultimi anni si è battuto molto sul tasto del centravanti che partecipa all’azione, che aiuta i compagni, che fa salire la squadra. Tutte cose preziose, ma nel calcio la differenza continuano a farla gli uomini d’area che segnano. Messi è Messi, e fa storia a sè. Ma poi ci sono i Kane e gli Haaland, che quando gli avversari fanno il blocco basso e resistono per settanta minuti con due zampate ti fanno vincere le partite".















